Consigli comunali
Maggio 8, 2008
Consiglio comunale del 08.05.2008.
I consiglieri della Costituente Socialista hanno presentato quattro interrogazioni.
1) Bilancio del “Consorzio Centro Agroalimentare” di Fasano.
2) Gestione delle acque reflue del depuratore dellla Forcatella.
3) Smaltimento dei rifiuti.
4) Lavori di manutenzione del manto stradale nella Circoscrizione di Pezze di Greco.
INTERROGAZIONE SUL BILANCIO DEL “CONSORZIO CENTRO AGROALIMENTARE” DI FASANO.
I sottoscritti Donato Cofano, Franco Mastro e Rufino De Felice, in qualità di consiglieri comunali del Comune di Fasano (BR), facenti parte dei gruppi SDI ed Italia di Mezzo della Costituente Socialista;
visto
L’art. 23, comma 5^, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, che prevede la possibilità da parte dei consiglieri comunali di effettuare interrogazioni a carattere urgente;
considerato
a) Che già cinque anni fa fu sollevato dall’allora vicesindaco del Comune di Fasano, socio di maggioranza del C.C.A.A.F., un grido di allarme sulla gravità della situazione finanziaria di tale centro con una relazione molto dettagliata;
b) Di recente fu convocato un Consiglio comunale monotematico sul C.C.A.A.F. e, in quella occasione fu fatta una nuova dettagliata relazione sulla grave situazione finanziaria del centro stesso e furono proposte alcune possibili soluzioni;
c) Recentemente facemmo un’altra interrogazione urgente con la quale denunciavamo come si stesse perdendo tempo prezioso e chiedevamo la revoca del consiglio di amministrazione del C.C.A.A.F.
Adesso siamo arrivati al punto di non ritorno, nonostante le continue sollecitazioni verbali e le risposte tranquillizzanti da parte di questa Giunta.
Inoltre, a contestazioni precise da parte dell’avvocato De Felice rappresentante del socio Mercafas, il presidente del CDA, con missiva del 14/01/08, rispondeva che “una situazione di sofferenza finanziaria e di inaffidabilità contrattuale del Consorzio non trova riscontro nella realtà. E valga il vero. La gestione dissennata che avrebbe maturato una perdita (non certo un debito) di oltre un milione di euro al 31-12-06 è imputabile ad altri amministratori e non certo al sottoscritto, che ha ricevuto l’incarico nel Dicembre 2006 proprio con il compito di avviare il risanamento finanziario e gestionale. I primi risultati di tale virtuosa opera di risanamento sono stati già conseguiti nell’esercizio 2007 e saranno esposti a tempo debito in occasione dell’approvazione del bilancio.”
Vedi articolo su Gazzetta del mezzogiorno allegato.
Finalmente, non senza ritardo, veniamo a conoscenza di un bilancio che andremo adesso ad analizzare.
Il Bilancio è un rendiconto che, in sintesi, dovrebbe evidenziare lo stato economico- finanziario dell’impresa e le sue prospettive.
La sua rappresentazione deve avvenire in modo veritiera e corretta (art. 2423 del codice civile).
Tale documento dovrebbe quindi essere utile non solo per comprendere gli accadimenti conclusi, ma anche per riuscire ulteriormente a cogliere la gestione dell’impresa considerando egualmente i prevedibili condizionanti eventi futuri.
Tutto ciò è strettamente in funzione dei criteri di valutazione che caratterizzano le “voci” del bilancio e che ne possono far cambiare il risultato anche in modo significativo.
Proprio per questo motivo la scelta di un criterio di valutazione deve essere corretta, in grado di rappresentare gli eventi nel modo più veritiero possibile.
Un criterio di valutazione è più corretto di un altro quando per ogni operazione, fatto o accadimento aziendale, consente di conoscere la sostanza, elemento prevalente della rilevazione contabile, della valutazione e della rappresentazione in bilancio.
Il bilancio di esercizio è il documento contabile che dovrebbe rappresentare in modo chiaro veritiero e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria della ditta alla fine di ciascun esercizio, nonché il risultato economico dell’esercizio stesso ( cioè, gli utili conseguiti e le perdite subite nell’esercizio).
Il bilancio di esercizio delle società di capitali ha rilievo fondamentale nei confronti dei soci e/o creditori sociali, che trovano tutelati i propri interessi solo dietro una corretta interpretazione patrimoniale e sui risultati economici della ditta.
Da qui l’esigenza che il bilancio fornisca ai terzi un’informazione il più possibile chiara, completa e veritiera sulla situazione patrimoniale e sui risultati economici ottenuti.
In altre parole il bilancio è lo strumento principale di tutela degli interessi esterni coinvolti nelle vicende della ditta, perché solo tramite esso i loro soci e/o creditori possono avere notizia della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica, unica garanzia di trasparenza e perciò di soddisfacimento delle proprie pretese.
Quanto detto dà senso compiuto al contenuto del 2° comma dell’art. 2423 c.c., che definisce quale “clausola generale del bilancio” il principio per cui esso deve “rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della ditta e il risultato economico dell’esercizio” e quindi, nel contempo, vincola il suo redattore al rispetto di quel fine.
Tanto premesso il Bilancio che andremo a discutere non rispecchia in alcun modo i vincoli posti dal legislatore, è un insieme di “numeri” assemblati in un Bilancio al solo fine, di far apparire una situazione patrimoniale ed economica il meno possibile tragica.
In un periodo in cui si parla tanto di “finanza creativa” qui ci troviamo di fronte ad un bilancio “ricreativo”, in cui il redattore è riuscito a moltiplicare i componenti positivi, a spostare di qua o di la le varie voci, come in un puzzle.
In barba ad ogni principio contabile (art. 2423 –bis) rileviamo nel conto economico tra i ricavi il conto 71 “ricavi presunti” per €. 171.404,00 rivenienti da:
Rimb. Pulizia Guardiola €. 150.616,00
Rimb. Costo energia elettrica €. 19.554,00
Rimb. Trasporto acqua €. 1.234,00
Quando è previsto che si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio e non eventuali presunti introiti come nella fattispecie, anche perché è bene precisare che tali rimborsi sono a carico del Consorzio così come previsto dal contratto.
Ci troviamo di fronte ad una elevato squilibro economico-patrimoniale-finanziario con un indice di indebitamento pari a 1.70 che denota la sottocapitalizzazione in cui versa il Centro Agro alimentare ed evidenzia una struttura finanziaria critica.
E’ in vita, grazie alla “linfa”, fino a quando durano, dei finanziamenti ottenuti a titolo di credito (passività a breve + passività consolidate), con una dipendenza francamente “umiliante”.
La solvibilità dell’azienda, cioè la sua capacità a far fronte agli impegni finanziari di prossima scadenza è assolutamente “negativo”, sia l’indice di disponibilità che di liquidità primaria dimostrano in modo inconfutabile che l’azienda non può far fronte nei modi ordinari alle scadenze dei propri impegni a breve.
Pertanto per quanto esposto si può affermare che ci troviamo di fronte ad un bilancio che in alcun modo osserva l’obbligo generale di chiarezza, verità e correttezza, invero risulta redatto al solo fine di adattare, le varie voci che lo compongono alle proprie esigenze.
Appare in modo “ridicolo” come il redattore ha cercato, quale unico scopo, quello di far apparire un risultato economico positivo, dopo le rilevanti perdite degli esercizi precedenti, Anno 2005 €. 591.277,40, 2006 €. 425.927,76, 2004 e 2003 €. 195.496,28, per un totale di perdite d’esercizio pari a €. 1.212.701,00.
Tale dato fa emergere in modo inconfutabile, certo ed incontrovertibile come nessuno si è preoccupato della reale amministrazione del Centro, nessuno ha visto e/o rilevato che le perdite per la loro entità superano un terzo del capitale, che ai sensi dell’art. 2446 c.c. gli amministratori dovevano predisporre una relazione sulla situazione patrimoniale della società, corredata dalle osservazioni del collegio sindacale, da sottoporre all’esame dell’assemblea convocata “senza indugio”. Se, poi, nonostante i provvedimenti adottati in quella sede, entro il successivo esercizio, la perdita non risulterà diminuita a meno di un terzo, l’assemblea che approva il bilancio dovrà necessariamente procedere alla riduzione del capitale in proporzione alle perdite accertate.
Tutto ciò alla luce della situazione di fatto riscontrata non è stato adempiuto con grave responsabilità anche personale da parte di tutti coloro che hanno amministrato il Centro in questi anni.
Vi è di più:
1) Le passività correnti dal 2006 al 2007 (debiti a breve scadenza) sono passate da €. 600.000,00 a €. 900.000,00 con un incremento pari al 50%;
2) Inoltre emergono costi per consulenze legali pari a €. 22.332,00 oltre a €. 53.000 di ulteriori spese per consulenze, che francamente in una situazione economica del genere sembrano eccessivi e superficiali.
3) Le sopravvenienze attive indicate in conto economico tra i ricavi altro non è che una posta artatamente creata al solo fine di far apparire un risultato d’esercizio positivo. Infatti soffermandoci su tale dato, l’importo di € 314.646,63 altro non è chi gli anticipi effettuati dai vari standisti utilizzabili per pagare le rate dei leasing di fatto non pagate, in quanto il debito leasing 2007 risulta rinegoziato in toto con un’operazione di rifinanziamento a tre anni, con il conseguente incremento di ulteriori oneri finanziari per gli esercizi successivi. Pertanto risulta non comprensibile e privo di fondamento la sopravvenienza attiva indicata in bilancio.
4) Nel dettaglio, per quanto riguarda la consistenza patrimoniale, vi è il dubbio che sia uguale a zero, visto che, oltre a perdite consolidate di euro 1.200.000,00 vi è in bilancio una posta tra le immobilizzazioni immateriali di terreni e fabbricati di euro 1.289.899,00 sicuramente fittizia in quanto il terreno è stato ceduto nel 2000 alla Intesa leasing. Ancora a queste perdite bisogna aggiungere la reale perdita di esercizio 2007 che è di circa 450.000 euro.
Alla luce di tutto ciò, il capitale iniziale di euro 2.600.000,00 di fatto non esiste più.
Di cosa stiamo parlando?
Cosa vogliamo difendere?
Di chi le colpe?
L’unica cosa da fare immediatamente è la revoca immediata del CDA perché i suoi componenti, oltre che incapaci ad amministrare, sono stati il vero ostacolo a qualsiasi richiesta di soluzione insieme a qualche assessore.
Nomina di un commissario estraneo alla Giunta perché anche essa ha dimostrato di essere incapace avvallando comportamenti e atti illegali.
Bisogna anche tener conto, alla luce dell’ultima finanziaria, che la privatizzazione è obbligatoria.
Vi è la disponibilità, da parte degli standisti, a riportare la scadenza dei propri contratti alla stessa scadenza del leasing (20 mesi), scongiurando il contenzioso milionario che si aprirebbe nel luglio 2011, con offerta, oltre ai canoni in più, di una sostanziosa cifra cash a titolo di rimborso spese generali per alleviare la sofferenza finanziaria dell’Ente. Ciò permetterebbe di ripartire con un nuovo piano industriale condiviso e praticabile.
INTERROGAZIONE SULLA GESTIONE DELLE ACQUE REFLUE DEL DEPURATORE DELLA FORCATELLA.
I sottoscritti Donato Cofano, Franco Mastro e Rufino De Felice, in qualità di consiglieri comunali del Comune di Fasano (BR), facenti parte dei gruppi SDI ed Italia di Mezzo della Costituente Socialista;
Premesso
a) che la delibera n. 162 del 23/05/07 con la quale la Giunta municipale esprimeva il proprio indirizzo politico contrario allo scarico dei reflui dell’impianto depurativo di Forcatella mediante condotta sottomarina e di attivare opere per la realizzazione di spostamento a monte dello scarico delle acque reflue nei canali di scolo esistenti;
b) che con la citata delibera si approvava, altresì, un progetto preliminare dell’importo di circa 1.867.919,20 € proposto congiuntamente dal Dirigente dell’Ufficio viabilità e ambiente, da professionisti privati e dalla società Acquasoil s.r.l., gestore dell’impianti di affinamento di Forcatella.
Tanto premesso
Chiedono
Alla S.V. se ritiene necessario, data la complessità del quadro legislativo che disciplina la tutela della acque e i risvolti di natura turistica che hanno caratterizzato la passata stagione balneare (divieto di balneazione di alcuni tratti della costa), attivare un’approfondita discussione in merito in Consiglio Comunale o in Commissione Consigliare.
Tanto si ritiene necessario per le contraddizioni emerse circa le scelte operate con detta deliberazione e le gravi affermazioni in essa contenute, per il funzionamento dell’impianto di depurazione di Forcatella.
Inoltre si chiede alla S.V. se la procedura di affidamento del progetto sopra citato sia conforme al dettato legislativo vigente.
INTERROGAZIONE SULLO STATO DELLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI.
I sottoscritti Donato Cofano, Franco Mastro e Rufino De Felice, in qualità di consiglieri comunali del Comune di Fasano (BR), facenti parte dei gruppi SDI ed Italia di Mezzo della Costituente Socialista;
Considerato
Che il problema dello smaltimento dei rifiuti, drammaticamente venuto ad estrema attualità per le note vicende della Campania, interessa in realtà tutto il territorio nazionale, non ultima la nostra città, e mostra quanto sia necessario prevedere e predisporre con adeguato anticipo le scelte e le attività da porre in essere per evitare il verificarsi di situazioni di grave emergenza.
Si vuol conoscere, in proposito, al di là di notizie già apparse sulla stampa, quali azioni l’amministrazione comunale sta svolgendo, o intende tempestivamente svolgere per ovviare ai gravi inconvenienti che si potrebbero verificare.
In particolare si chiede:
1. a che punto sono le preannunciate iniziative per la raccolta e la discarica differenziata dei rifiuti, quali oneri incombono secondo il vigente rapporto contrattuale con l’impresa incaricata per il servizio di nettezza urbana, se questi allo stato vengono puntualmente assolti, e con quali modalità viene espletato il continuo necessario controllo da parte dell’amministrazione attraverso propri organi ben individuati e pubblicamente indicati e responsabilizzati;
2. se s’intende, nel caso tali obblighi della ditta appaltatrice del servizio risultino insufficienti, provvedere ad una integrazione contrattuale, ove necessaria e legittimamente possibile, o ad altre legittime ma tempestive iniziative per sopperire alle esigenze attuali e prevedibili;
3. se si è proceduto, o s’intende rapidamente procedere, ad un adeguato studio comparativo, scevro da pregiudizi o interessi di parte, fra le varie possibili soluzioni dl problema, anche tecnologicamente avanzate, aventi di mira in primo luogo la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini, correttamente valutando e comparando gli eventuali inconvenienti prima che i vantaggi di ognuna di esse, per procedere ad una corretta, trasparente e responsabile adozione delle conseguenti decisioni;
ancora più in particolare allo stato:
4. a che punto è la preannunciata campagna per la raccolta differenziata, la installazione di diversificati cassonetti in ogni accessibile punto della città, la distribuzione capillare di raccoglitori differenziati per i singoli utenti, e in genere la predisposizione di strumenti per rendere efficace la promozione pubblica delle nuove ed adeguate modalità di smaltimento di rifiuti e praticabile la osservanza dei necessari provvedimenti dispositivi da emanare ed eseguire.
INTERROGAZIONE SUI LAVORI DI MANUTENZIONE DEL MANTO STRADALE NELLA CIRCOSCRIZIONE DI PEZZE DI GRECO.
I sottoscritti Donato Cofano, Franco Mastro e Rufino De Felice, in qualità di consiglieri comunali del Comune di Fasano (BR), facenti parte dei gruppi dello SDI e Italia di Mezzo della Costituente Socialista;
visto
L’art. 23, comma 5^, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, che prevede la possibilità da parte dei consiglieri comunali di effettuare interrogazioni a carattere urgente;
considerato
Che sono stati avviati gli interventi di manutenzione del manto stradale nella Circoscrizione di Pezze di Greco, in particolare in Via Mazzini, Via Pisacane e Via Bertani – Pezze di Greco;
si riscontra
a) Che i lavori di manutenzione sinora eseguiti al tappeto bituminoso delle strade sopra citate non sembrerebbero essere completi;
b) Che, come da foto allegate, si può notare che i chiusini dei pubblici impianti inglobati nel tappeto bituminoso sopra citato, non risultano essere stati messi in quota;
c) Che l’impresa esecutrice delle citate opere negli ultimi giorni non ha effettuato più alcuna operazione nelle vie elencate in precedenza;
A tal proposito:
CHIEDONO
a) Se i lavori sinora eseguiti per le strade sopra citate sono già stati terminati;
b) Se gli stessi sono stati eseguiti nel rispetto di tutte le prescrizioni previste dal capitolato d’appalto.
Si allega:
1) Documentazione fotografica dei luoghi.
Ci si riserva di proiettare immagini durante il Consiglio comunale.
Inoltre, si chiede al Sig. Sindaco, in riferimento alla richiesta di parere di competenza, pervenuta da parte dell’amministrazione provinciale di Brindisi nel mese di gennaio per la realizzazione di una rotatoria sulla S.S. 16, all’altezza degli svincoli per Pozzo Faceto e Cisternino, se la pratica è stata evasa e, diversamente, quali sono le motivazioni di tale ritardo che pregiudicano la realizzazione della predetta opera.







